lunedì 31 marzo 2014

Speciale Ammessi 2014/2015

Un po' meno di 365 giorni fa ero seduta a gambe incrociate sul divano, col pc da un lato e il telefono nell'altra. Oggi sono ugualmente seduta sul divano a gambe incrociate e il telefono vicino, ma nella mia casa a Roma. In mezzo ci sono una telefonata del mio compagno di banco dell'epoca, la prima di una lunga serie (infinita) di mail, un numero da sei cifre, questo blog e 5 esami, maturità compresa.

Ci sono modi e modi per reagire alla notizia: 



Di solito l'ansia accumulata nei fatidici trenta secondi tra l'apertura del link e la lettura frenetica dei nomi si trasformano in un'euforia degna del più oltraggioso dei baccanali, con danze, canti e pronuncia di parole incomprensibili non solo ai più, ma anche a se stessi.
Altri, invece, sbaranno gli occhi davanti allo schermo del pc e si chiudono in una forma di mutismo dovuta allo shock per aver visto il proprio nome nell'elenco. Riprenderanno le funzioni espressive solo una settimana dopo, quando finalmente realizzeranno di essere effettivamente entrati.
Storia simili per i negazionisti, insicuri fino al midollo, che si ripetono: ''Non è possibile'' e controllano in maniera alterna la graduatoria e la mail, indecisi se sia uno scherzo, un errore di battitura o un paradossale caso di omonimia.
Ci sono poi gli sboroni, quelli che ''tanto si sapeva'': finti indifferenti che ad ogni occasione non fanno altro che ricordare che loro sono entrati alla Luiss. Insopportabili quasi quanto quelli che si atteggiano a superiori, ma rosicano se il loro stato sull'ammissione prende meno mi piace di quello del compagno di classe. 

Personalmente, quando Marco mi ha chiamato per dirmi: ''Siamo dentro'', penso di aver creato nuove figure della ginnastica artistica, innalzato la soglia massima di decibel prodotta dalla voce umana, aver sbattuto contro ogni spigolo possibile e riso in maniera incontrollata fino alle lacrime. In sintesi, avevo tutti i sintomi della schizofrenia.


Da oggi ve ne diranno tante su questa università: che è da viziati, che è la migliore, che non ne vale la pena, che dà una formazione impeccabile, che la Bocconi è meglio, che la Bocconi è peggio, che le materie sono sempre le stesse ovunque, che vi regalano laurea ed esami, che se non mettete le Hogan in tono con la borsa non vi fanno entrare, che i canali vengono stabiliti in base al numero di carta di credito, che al bar servono caviale, champagne e ostriche (ma solo nei mesi avec la m, come insegnano i francesi)... 
Ma che siate decisissimi, titubanti o ancora in attesa dell'esito dei test di Medicina, preparatevi: a mettervi in gioco, alle strutture che funzionano, a poter dire la vostra anche a tutta l'Università, all'organizzazione, alle amicizie nate imparando a fare la lavatrice, ad investire su voi stessi, alle ambizioni concrete, e soprattuto, a non accontentarvi. 




Perché non ci siete abituati, ma qua va così.

Con affetto, 
una (quasi non più) matricola

P.S. Ad ogni modo, non preoccupatevi: in realtà, tolleriamo anche il marrone abbinato al nero e le scarpe da ginnastica, purché abbiate almeno una Prada originale o una camicia di sartoria con le vostre cifre.





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