sabato 8 marzo 2014

8 marzo 2014

L'8 marzo, come tante altre festività, sta diventando sempre più la giornata dei fioristi e degli ingressi donna omaggio nei locali, lasciando al dimenticatoio il suo significato originale. Eppure, ci sono ancora donne per le quali vale la pena sostenere la speculazione sul commercio di mimose.


Sono quelle donne che ieri sera erano ad Ariccia in felpa, e stasera, saranno all'Art più chic di Kate (Moss o Middleton, a seconda dei gusti). E che un giorno, non passeranno solo la selezione all'ingresso ma anche quella naturale.
Sono quelle che non hanno ancora rinunciato a combattere ogni giorno contro le discriminazioni, la lavatrice e la bilancia.
Sono quelle che cercano il Grande Amore, ma uno come il Grande Gatsby va bene lo stesso.
Sono quelle che ogni giorno affrontano di corsa le scale della vita e di Parenzo, per non arrivare tardi ad Economia Politica. Che, poi, sono le stesse che tirano fuori gli artigli (freschi di manicure) per farsi strada in un mondo di uomini. Ma non cercate avvocatesse e presidentesse, fate prima a guardare i film del grande Totò.
Sono quelle che hanno ancora paura di un cuore o di un unghia spezzata, ma non di spezzare le ossa a qualcuno, in casi estremi.
Sono quelle che credono che 18 sia prima un tacco e poi, forse un voto.
Sono quelle donne che per non essere innocue solo nei 5 minuti in cui si asciuga lo smalto, usano quello fast-dry: non si sa mai cosa può succedere nei nostri ''5 minuti''

Sono quelle che vedo alla Luiss ogni giorno: amiche, sorelle, amanti, colleghe di studi, fidanzate, compagne di banco e di ubriacature. Quelle che vi passano gli appunti, e vi riportano a casa all'alba, senza dimenticare di rimboccarvi le coperte e che almeno oggi, meritano di essere celebrate.
Auguri, ragazze, dedicatevi queste 24 ore. Ad astra.




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