domenica 1 dicembre 2013

Appello alla Whatsapp Inc.


Roma, 01 dicembre 2013

Ogni giorno migliaia di relazioni umane vengono distrutte dalla funzione ''Gruppi'' di whatsapp. Alcune sono relazioni poco importanti, semplici conoscenze, ma altre sono amicizie decennali, relazioni amorose degne di Twilight. Non importa che tu abbia un sistema iOS o Android, tutti siamo potenziali vittime, i nostri migliori amici, tu, io.

Sì, anche io ci sono passata. E' iniziato tutto per caso, ricordo ancora il fischio dell'iPhone, la prima notifica: ''Chiara ti ha aggiunto al gruppo VB''. Ero figa, mi sentivo parte di qualcosa, qualcosa che i miei amici senza smartphone non potevano capire. Poco tempo dopo ho creato io il mio primo gruppo. Un po' per gioco, un po' per comodità: le mani mi tremavano, ma non per i -3°C, per l'emozione mentre inserivo l'oggetto e sceglievo un'icona. I primi tempi era facile, potevo parlare con tante persone contemporaneamente, l'aumento delle notifiche mi faceva sentire al centro del mondo. Poi, senza che me ne accorgessi la situazione mi è sfuggita di mano, ho dovuto impostare ''Silenzia audio'' pur di non sentire il fischio del telefono. Ai miei occhi l'icona di Whatsapp era diventata come il simbolo dei Mangiamorte per Harry Potter. 
Vedevo discussioni degenerare, semplici emoticon trasformarsi in mostri, mentre cercavo giustificazioni per abbandonare un gruppo, ecco che venivo aggiunta ad un altro. Non era semplicemente un tunnel, era un gruppo, da cui non potevo uscire. Ancora oggi, guardo le dieci icone di audio silenziato e mi chiedo se un giorno sarò di nuovo libera.

Ed è per questo che chiedo a tutti voi e alla Whatsapp Inc. di ribellarsi alla schivitù dei gruppi. E' il momento di abolire questa funzione. Uscite dai gruppi di whatsapp ed entrate in quelli sportivi o in quelli politici o in quelli di alcolisti anonimi. Perchè la libertà di una persona non è nella vita 3G, ma in quella 3D.




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